Millenoventottantacinque
C'era una volta un piccolo uomo che giocava a fare il grande, tutto, intorno a lui girava in un moto perpetuo, oliato da due soldi fatti al nero da un padre senza sentimenti
Figlio di una donna che aveva il vezzo di portare con poca dignità delle grandi cornaFratello di un misogino asessuato accoppiato con una sottospecie di cozza abbarbicata alle sue gambe
Un giorno, per pura inesperienza e assoluta mancanza di lungimiranza, una principessa decise di portare il sole in quella misera vita
Ma la voglia di buio e la vigliacca tendenza al marciume, che prolifera più facilmente nei bassifondi delle piaghe putride del sottosuolo, misero fine all'assolata esistenza
Vennero fuori come ratti tutti, il piccolo uomo, il padre senza sentimenti, la madre cornuta e felice, il misogino asessuato e pure la sottospecie di cozza
In una danza grottesca, con dita puntate, lingue biforcute, azzeccagarbugli, prestanome e Don Abbondi vari, forti del branco osceno, vollero provare a raccontare una storia tutta loro sulla principessa, preoccupandosi poco dell'erede principino di qualche mese che nel frattempo aveva un cuore che batteva
Ognuno rivendicava un brandello di verità irreale
Ognuno si apprestava a tirare fango sul sole
Ognuno solidale al piccolo uomo
Ognuno senza il minimo rimorso per il piccolo principino
Commenti
Posta un commento