Millenoventottantacinque
C'era una volta un piccolo uomo che giocava a fare il grande, tutto, intorno a lui girava in un moto perpetuo, oliato da due soldi fatti al nero da un padre senza sentimenti Figlio di una donna che aveva il vezzo di portare con poca dignità delle grandi corna Fratello di un misogino asessuato accoppiato con una sottospecie di cozza abbarbicata alle sue gambe Un giorno, per pura inesperienza e assoluta mancanza di lungimiranza, una principessa decise di portare il sole in quella misera vita Ma la voglia di buio e la vigliacca tendenza al marciume, che prolifera più facilmente nei bassifondi delle piaghe putride del sottosuolo, misero fine all'assolata esistenza Vennero fuori come ratti tutti, il piccolo uomo, il padre senza sentimenti, la madre cornuta e felice, il misogino asessuato e pure la sottospecie di cozza In una danza grottesca, con dita puntate, lingue biforcute, azzeccagarbugli, prestanome e Don Abbondi vari, forti del branco osceno, vollero provare a racconta...